Cecenia
Chi
Il puzzle della longa manus moscovita sull’intera area caucasica è mancato per anni di una tessera: la piccola repubblica caucasica di Cecenia, che da parte sua reclama l’indipendenza. Ma dopo la fine dell’Urss due guerre consecutive hanno piegato la resistenza del tenace popolo ceceno, che dal 1991 al 1999 ha visto morire sui campi di battaglia oltre 75 mila vittime.
Quando
Il rapporto conflittuale tra Mosca e Grozny risale fin al 1500 e si è dipanato fino ai giorni nostri con un susseguirsi di spedizioni militari e conflitti violenti, mirati ad annettere a Mosca la piccola repubblica caucasica, da sempre avvezza all’autogoverno. Ma è dal tramonto dell’impero sovietico (1991), che le pressioni di Mosca si sono fatte asfissianti. Due guerre si sono succedute nell’arco degli anni novanta. La prima, dal dicembre 1994 all’agosto 1996 ha provocato 50 mila vittime ed è terminato con la pace di Khasaviurt. Una pace inconsistente che ha aperto la stagione degli attentati terroristici orditi da Shamil Basaev, e che non poteva che non deflagrare in una seconda guerra. Questa, iniziata il 23 settembre 1999 con un bombardamento a tappeto della Cecenia non è ancora terminata, anche se il forcing dell’esercito russo è durato pochi mesi, il tempo di entrare nella capitale Grozny. Da allora una serie di piccole battaglie ha rinfocolato il conflitto, fomentato anche dagli efferati attentati del generale Basaev. Attentati che hanno permesso al presidente russo Vladimir Putin di legare la guerra cecena alla guerra globale al terrorismo di matrice islamico-fondamentalista post-11 settembre.
Perchè
La Cecenia ha sempre avuto un’importanza strategica particolare per il gigante russo: per la sua posizione geopolitica, a cavallo fra la civiltà cristiana e quella islamica, e per il fatto che una volta ottenuta, l’indipendenza della Repubblica Cecena avrebbe scatenato un processo di destabilizzazione nell’intera area caucasica. Ma è soprattutto la questione petrolifera, il punto decisivo per capire entrambi i conflitti. Nell’ultimo decennio, infatti, sulla tratta Mar Caspio-porto russo di Novorossijsk sul Mar Nero, si sono infatti concentrati molti degli interessi economico-energetici internazionali. A farne le spese sono i piccoli stati satellite di Mosca, oggi lusingati dalle proposte provenienti dalle grandi compagnie petrolifere americane, avide quanto povere di risorse energetiche.
Oggi
A breve si concluderà il regime di Operazione anti-terrorismo (Kontrterrorističeskaja operacija, Kto) in Cecenia in vigore dal 23 settembre 1999. E con esso avrà fine formalmente anche la seconda guerra cecena. a dichiararlo lo stesso presidente ceceno Ramzan Kadyrov. “Abbiamo eliminato il terrorismo alla radice, sebbene vi sia un certo gruppo di banditi che girano nelle regioni confinanti la Cecenia che a volte capitano anche da noi”, ha dichiarato Kadyrov. Secondo il presidente ceceno nella regione non sarebbero attivi più di 70 ribelli, mentre i servizi di sicurezza russi parlano di 480 unità. La decisione di annullare il regime di Kto in Cecenia è motivata da questioni economiche. In un periodo di crisi economica mondiale è molto costoso per Mosca mantenere un contingente di queste dimensioni in Ceceni. Ma le ragioni economiche non riguardano solo il Cremlino, poiché dall’altra parte, lo stesso presidente ceceno Ramzan Kadyrov giustifica la necessità di annullare il regime di Kto con il bisogno di risollevare l’economia cecena. Kadyrov sarebbe in particolare interessato ad ottenere voli internazionali diretti per l’aeroporto di Grozny, vietati fin’ora dal regime di Kto, ed avere quindi una dogana interna, senza la necessità di passare per le regioni vicine o per Mosca.
Bibliografia
Cecenia
MAURO DE BONIS, ORIETTA MOSCATELLI
Editori Riuniti, Roma, 2005
Cecenia. il disonore russo
ANNA POLITKOVSKAJA
Fandango, Roma, 2003
La guerra, le guerre
BENEDETTO BELLESI, PAOLO MOIOLA
Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 2004
Link
Cecenia Sos
www.ceceniasos.ilcannocchiale.it
Osservatorio sul Caucaso
www.osservatoriobalcani.org/caucaso