Sudan

Chi

Nell’ovest del Sudan si continua a combattere. Dopo la lunga guerra che ha visto protagonisti nord e sud del paese. Ora tocca al Darfur, la regione dell’Ovest, che conta circa 6 milioni di abitanti, prevalentemente “neri”: musulmani, cristiani e animisti. In questa parte del Sudan dal 2003 l’esercito di Karthoum si scontra con i diversi movimenti ribelli, il Movimento per la Liberazione del Sudan (SLM), al quale si aggiungeranno l’Esercito per la Liberazione del Sudan (SLA) e il Movimento Giustizia e Uguaglianza (JEM). Il governo da parte sua usa le milizie arabe e nomadi, i janjaweed, ben armate, con il supporto dell’aviazione regolare che bombarda i villaggi, per uccidere contadini e stanziali. 400.000 morti, 2 milioni di sfollati e 300.000 rifugiati. Diverse inchieste delle Nazioni Unite hanno evidenziato i crimini contro l’umanità commessi nella regione: villaggi bruciati, donne e bambine violentate, bestiame confiscato, pozzi d’acqua e coltivazioni distrutte, violenze che hanno come oggetto i neri musulmani, cattolici e animisti, colpevoli di non essere arabi.

Quando

Il conflitto è deflagrato ufficialmente nell’aprile 2003, quando i combattenti del Slm-a, insorti contro il potere centrale, complice di appoggiare segretamente i Janjaweed attaccarono un convoglio dell’aviazione sudanese diretto verso l’aeroporto di El Fasher, capitale del nord Darfur. Il governo di El Bashir reagì violentemente all’attentato, ufficializzando la guerra civile, peraltro già in atto da mesi tra le diverse etnie.

Perchè

Tra le cause principali del conflitto vi è la spartizione del potere: la minoranza che detiene il potere a Karthoum non vuole spartire il potere e le risorse con il resto della popolazione, che non è sufficientemente rappresentata politicamente. Lo sviluppo derivato dalla vendita del petrolio alla Cina (gli USA hanno bloccato tutti gli scambi commerciali con il Sudan) è limitato alla capitale, mentre ne è totalmente escluso il Darfur. La stessa Cina insieme alla Russia bloccano gran parte delle trattative e delle proposte a livello internazionale per interessi economici (armi e petrolio) e geostrategici, ma anche la Francia continua a guardare con interesse alla regione, conservando interessi in Chad (dove ne appoggia il governo) e Repubblica Centroafricana. Diverso è il caso degli Stati Uniti, i quali insistentemente premono per la fine delle ostilità e per aumentare le sanzioni al governo sudanese se non cesseranno gli attacchi alla popolazione.

Oggi

Il 4 marzo 2009 la Corte penale internazionale dell’Aja ha autorizzato l’arresto del presidente del Sudan Omar Al Bashir con cinque i capi di accusa per crimini contro l’umanità e due per crimini di guerra, tra cui omicidio, sterminio, trasferimenti forzati, tortura e stupro. Per il governo sudanese, si tratta di “nuovo colonialismo”. Ma intanto lo stesso governo del Sudan e il gruppo dei ribelli del Darfur Movimento per la giustizia e l’uguaglianza (Jem) nel febbraio scorso hanno firmato una dichiarazione di buone intenzioni in Qatar, includendo la fine degli attacchi ai campi profughi e uno scambio di prigionieri.

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