Kashmir
Chi
Lo Stato del Jammu e Kashmir è collocato nel triangolo fra Cina, India e Pakistan. Dal 1947 è oggetto di contesa tra Pakistan e India, alternando periodi di crisi, come quelli del 1948, 1965 e 1971, a momenti di pace. Nel frattempo si sono moltiplicati i gruppi politici ostili all’India, come il Jammu and Kashmir Liberation Front, o gli Hizbul Mujaheddin, la cui offensiva separatista, fomentata e finanziata dal Pakistan ha causato oltre 66 mila morti.
Quando
Al termine della Seconda guerra mondiale, la Gran Bretagna, fortemente indebolita dai movimenti indipendentisti indiani, decise di far rientrare in patria il personale impegnato nelle colonie britanniche in Asia e attraverso un rapido processo di decolonizzazione, cosiddetto Partition, stabilì che a est e a ovest dell’India doveva nascere uno stato islamico chiamato Pakistan. Uno Stato concesso ai musulmani, che scaturiva dalla divisione del territorio indiano basata su criteri religiosi. Con la particolarità che questa nuova nazione era formata da due provincie gemelle, separate tra loro da un cuscinetto di oltre 2000 chilometri di territorio indiano. Al momento della Partizione il Kashmir era un principato autonomo, con una popolazione in maggioranza musulmana, ma retto da una dinastia indù. Un’ambiguità che sfociò nel primo conflitto terminato un anno dopo con l’intervento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che tracciò una linea di cessate il fuoco tra le due aree di influenza. Un terzo del territorio (a nord) occupato dall’Azad Kashmir, venne sottoposto all’influenza pachistana, mentre i restanti due terzi a sud all’Unione Indiana. A pattugliare la linea di cessate il fuoco venne inviato un contingente di Cashi blu dell’Onu, inquadrati nella missione Unmogip (United Nations Military Observer Group), tutt’ora attiva nei territori contesi. Tuttavia, le risoluzioni dell’Onu furono puntualmente disattese dai due paesi: il Pakistan non ha mai rititrato i propri soldati, mentre l’India non ha mai indetto alcun referendum.
Perchè
Mentre il governo indiano cerca di limitare le tendenze centrifughe mantenendo a fatica il profilo di uno stato laico nel quale convivono insieme alla maggiornaza indù consistenti minoranze islamiche, cristiane, sikh e buddiste, cedendo il Kashmir musulmano creerebbe un pericoloso precedente per le riottose comunità islamiche, che mal sopportano la maggioranza indù. Dall’altra parte, per il Pakistan il Kashmir rappresenta un elemento fondamentale per la precaria unità nazionale, basata fondamentalmente sull’unione di tutti i musulmani del sub-continente. Proprio questa situazione di blocco è alla base dell’escalation nucleare, che ha caratterizzato la politica dei due paesi contendenti fin dal 1974, da quando cioè venne effettuato il primo test nucleare indiano. Una corsa all’atomica che ha di fatto fermato l’ostilità aperta tra i due paesi, ma che non ha interrotto quella sottotraccia tra gruppi ribelli filoislamici e milizie filoindiane.
Oggi
Le tensioni tra India e Pakistan e i conseguenti scontri si erano ridotti a partire dal 2004, quando era stato intrapreso un promettente dialogo tra Islamabad e New Delhi. Dialogo tuttavia interrotto dopo gli attentati di Mumbai del 26 novembre 2008 costati la vita a 195 persone. Attentati che per stessa ammissione del governo pakistano sono stati compiuti da un commando proveniente da Karachi.
Bibliografia
Kashmir
SERGIO TRIPPODO
Editori Riuniti, Roma, 2005i