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diario/ uganda 3 novembre 2006, venerdi RIVISTO IL TESTO DEGLI ACCORDI DI PACE SANT'EGIDIO. "Il nuovo accordo interviene dopo un mese di discussioni sui temi del punto n° 2 dell'agenda (soluzione politiche e economiche) – dichiarano dalla Comunità di Sant’Egidio che segue da tempo il processo di pace - il team di mediazione, di cui facciamo parte noi con il Governo del Sud Sudan e Pax Christi Olanda ed é diretto dal Vice Presidente del GoSS Riek Machar, ha ritenuto di dover precisare alcuni punti della cessazione di ostilità dopo le prime missioni di verifica della commissione mista, che aveva fatto rilevare carenze logistiche e alcune violazioni dell'accordo del 26 agosto. NOVITA'. Con tale revisione, il raggruppamento delle forze LRA nelle due aree (a est e ovest del Nilo) avrà carattere definitivo fin al raggiungimento del cessate il fuoco definitivo”. POST 8.05 FONTE NIGRIZIA 26 ottobre 2006, giovedi INTERVIENE IL MEDIATORE SUD SUDANESE. VIA I MILITARI DALLA ZONA NEUTRA DI OWINI-KI-BUL DOCUMENTO. Nel documento, Machar respinge la richiesta avanzata qualche giorno fa dai ribelli, di prolungare di sei settimane la tregua, per consentire ai ribelli di raggiungere il campo di raccolta di Ri-Kwangba, considerato “più sicuro” di Owiny-Ki-bul. E nello stesso tempo ha esortato l’esercito ugandese ha sgomberare l’area vicina al campo di Owiny-Ki-bul, oggetto nei giorni scorsi di accuse reciproche tra le due delegazioni a Juba. REAZIONI. Le reazioni al documento sudanese sono sate varie. Il delegato dei ribelli a Juba si è detto soddisfatto, mentre quello ugandese ha detto che l’esercito non si muoverà da Owiny-Ki-bul, visto che è lì con la piena autorizzazione del governo di Khartoum. Il numero due dei ribelli Vincent Otti, scettico, ha ribadito la sua intenzione di rimanese nella foresta al confine tra Sudan, Congo e Uganda. La situazione è dunque di stallo totale. POST 17.21 FONTE MISNA 24 ottobre 2006, martedi I RIBELLI UGANDESI CHIEDONO UN PUNTO DI RAGGRUPPAMENTO UNICO PERCHE’. Il motivo di tale richiesta risiede nella paura che i ribelli nutrono nei confronti dell’esercito ugandese. Tuttavia, questi ultimi non vogliono che i ribelli siano dislocati in una singola area, per paura che si riorganizzino per attaccare la popolazione civile. VIOLAZIONI. Gli osservatori indipendenti hanno fatto sapere che la tregua è stata violata da entrambe le parti: i ribelli non si sono raggruppati nei tempi previsti nelle due aree del sud Sudan, e l’esercito ha accerchiato le zone neutre e fatto incursioni. GOVERNO. Il governo di Kampala ha rifiutato la proposta dei ribelli di ridurre il numero dei campi di raccolta. Anche perchè sospetta che alcuni componenti il Lra, dal campo di raccolta di Owiny-Ki-Bul, si stiano preparando ad attraversare il Nilo per unirsi ad altri ribelli. Che da lì possono sferrare di nuovo attacchi ai civili partendo dal fronte occidentale. NEGOZIATI. Questo è quanto ha riferito alla Reuters Paddy Ankunda, portavoce della delegazione governativa ai negoziati di Juba. Negoziati che intanto, nonostante tutto, proseguono. POST 19.05 FONTE REUTERS 16 ottobre 2006, lunedi DELEGATO DEL LRA ACCUSA L’ESERCITO DI ATTACCHI PROVOCAZIONE. L’attacco sarebbe avvenuto all’alba di stamattina, “e rappresenta una grave provocazione - ha spiegato un delegato del Lra alla Bbc - tale da incrinare gli accordi di pace e i relativi colloqui.” ATTACCHI. Il negoziatore Godfrey Ay ha detto alla Tv britannica che i ribelli sono stati attaccati mentre si dirigevano in uno dei due punti di raccolta nel sud del Sudan. Due di essi hanno subito lesioni nell’attacco, che è avvenuto a Birinyang (nel Sudan del sud). GRAVE. Ha definito grave l’attacco subito dai guerriglieri, tale da compromettere gli accordi di pace. Poi ha chiesto un’indegine approfondita. REPLICA. Ma il portavoce dell’eserciyto ugandese ha smentito la versione di Ay, sostenendo che Birinyang, prima di essere smantellata dall’esercito ugandese nel 2002, era una base dell’Esericito di Resistenza del Signore. TENSIONI. Gli episodi di tensione reciproca tra le due parti, in guerra da oltre venti anni, continuano a manifestarsi. Ma non sembrano preoccupare gli “addetti ai lavori” che nel frattempo portano avanti i colloqui. Nonostante tutto. POST 20.00 FONTE BBC 16 ottobre 2006, lunedi ENTRAMBE LE PARTI AMMETTONO LA VIOLAZIONE DELLA TREGUA ESERCITO. L’esercito, per bocca del Minstro della difesa Ruth Nankabirwa, ha ammesso di aver circondato uno dei punti di raccolta nel sud del Sudan, quello di Owiny-Ki-Bul, “per accertarsi che i ribelli avessero adempiuto agli accordi presi”. Il ministro, che si è detto rammaricato per aver violato la tregua, ha poi invitato i ribelli a ritornare nel campo. RIBELLI. Il Lra, infatti, ha completamente evacuato il campo di Owiny-Ki-Bul, una delle due zone neutre nel sud Sudan previste dagli accordi firmati a Juba. Perché temevano che l’esercito, una volta circondato il campo, avrebbe sferrato un attacco ai ribelli presenti. SFIDUCIA. Segnali di sfiducia pervadono il cessate-il-fuoco e i colloqui di pace che si stanno svolgendo tra le delegazioni di entrambe le parti a Juba la capitale del sud Sudan. POST 10.43 FONTE BBC 13 ottobre 2006, venerdi I RIBELLI HANNO ABBANDONATO UNO DEI PUNTI DI DI RACCOLTA. TREGUA VIOLATA SILLOGISMO. “Non li abbiamo trovati - ha detto Kuoirot, smontando inoltre l’accusa mossa dai vertici del Lra, secondo la quale l’esercito ugandese (Updf) ha circondato il campo e minacciato di assaltare i ribelli - e siccome gli accordi prevedevano che i guerriglieri del Lord Resistance Army (Lra) si raccogliessero nella zona neutra, i ribelli hanno automaticamente violato gli accordi.” 45. Degli 800 ribelli registrati il mese scorso a Owiny-Ki-Bul, come riportano gli osservatori incaricati di monitorare la zona neutra del Sud Sudan, ne sono rimasti 45. POST 12.16 FONTE REUTERS 12 ottobre 2006, giovedi IL GOVERNO NON CHIEDERA’ ALLA CPI DI REVOCARE LE ACCUSE AI LEADER DEL LRA PRESSIONI. La pressione dei ribelli sul governo di Kampala si fa sempre più asfissiante, “ma noi non possiamo annullare le sentenze, non ne abbiamo l’autorità – ha spiegato alla Reuters il portavoce della delegazione governativa a Juba Paddy Ankunda – potremmo impugnare la sentenza solo dal momento che i colloqui di pace raggiungano una conclusione positiva.” L'AIA. La Cpi accusa i leader del Lra di crimini contro l’umanità, violenza e reclutamento di bambini-soldato. PERDONO. Oltre alla firma degli accordi, può essere utile per annullare le sentenze della Cpi, “un processo di riconciliazione attraverso il riconoscimento delle atrocità commesse” conclude Ankunda. MATO OPUT. Alcuni Acholi, la tribù del nord dell’Uganda che ha vissuto sulla propria pelle le brutalità del conflitto, ha proposto per i capi del LRA il rituale tradizionale chiamato “Mato Oput", come alternativa alla condanna mossa da L’Aia. Ma questo tradizione prevede che le colpe vengano ammesse (cosa che i ribelli si rifiutano ancora di fare), che si forniscano pubbliche scuse alla comunità danneggiata e il conseguente pagamento di un risarcimento alle vittime. POST 15.21 FONTE REUTERS 9 ottobre 2006, lunedi I RIBELLI LRA CHIEDONO GARANZIE PRIMA DI FIRMARE LA PACE CPI. I colloqui di pace a Juba, la capitale del sud Sudan, sono in corso tra le rispettive delegazioni dopo venti anni di conflitto. Ma sul capo dei quattro comandanti del Lra pendono le accuse della Corte Penale Internazionale dell’Aia (Cpi) per le atrocità commesse durante la guerra nelle regioni a nord dell’Uganda. I quattro, prima di firmare qualsiasi accordo, chiedono la garanzia di non essere arrestati. CAPITOLI. Le delegazioni, nel frattempo, a Juba, stanno affrontando il secondo punto all’ordine del giorno nell’agenda, che riguarda i problemi politici ed economici delle regioni settentrionali dell’Uganda. GARANZIE. Ulteriori garanzie, i vertici del Lra le chiedono per la propria incolumità una volta raggiunta la fatidica firma. Proprio per questo non hanno partecipato ai colloqui di pace a Juba. REPLICA. Il governo ha risposto, che per quanto riguerda le accuse della Cpi, dipenderà dal Tribunale dell’Aia, e nel caso quasto decidesse per farle decadere, il governo si comporterà di conseguenza. Inoltre, ha aggiunto che il governo ha concesso l’amnistia ai ribelli che deponessero le armi. Ribadendo così, che tutte le garanzie sono state già concesse. RACCOLTA. Intanto, i ribelli hanno lasciato i due campi di raccolta organizzati nel Sudan meridionale, dove avrebbero dovuto radunarsi in vista della smobilitazione. POST 11.15 FONTE BBC 4 ottobre 2006, mercoledi OTTI: VOGLIAMO IL DIALOGO, NON LA GUERRA OTTI. A riferirlo è stato il numero due dei ribelli Vincent Otti contattato telefonicamente dall’agenzia Reuters. Otti ha aggiunto che nel caso i due eserciti si dovessero scontrare, Il Lra sarà pronto a combattere. COLLOQUI. Nonostante le dichiarazioni bellicose delle ultime ore, però, i colloqui in corso a Juba (Sud Sudan) tra la delegazione dei ribelli e quella del governo stanno proseguendo regolarmente. PUNTO 2. L’agenzia Misna riferisce che l’agenda dei colloqui prevede nella giornata di oggi, al Raha Hotel di Juba, la ripresa per giungere alla stesura finale del documento relativo al “punto 2”, spiegando che si tratta del passaggio relativo alle “soluzioni generali dei motivi che hanno portato alla guerra”. Tra questi figurano la partecipazione politica e nelle istituzioni, sviluppo sociale ed economico e il rientro nei propri villaggi degli sfollati interni del nord. POST 11.40 FONTE MISNA 4 ottobre 2006, mercoledi L’ESERCITO UGANDESE HA RIPRESO LE OPERAZIONI MILITARI NELLE REGIONI A NORD DELL’UGANDA COLLOQUI. L’offensiva non dovrebbe compromettere i colloqui di pace già avviati a Juba, la capitale del Sud Sudan. Proprio perché - come ha dichiarato il maggiore Felix Kulayigye, portavoce dell’Esercito - le operazioni sono riprese contro quei membri del Lra che non hanno rispettato gli accordi sottoscritti il 26 agosto fra le due parti. MILITARMENTE. Degli irriducibili ribelli che dopo il 19 settembre, alla scadenza dell’ultimatum per il raccoglimento nelle due zone neutre nel sud del Sudan, non si sono mossi dalle regioni a nord dell'Uganda, se ne occuperà direttamente l’Esercito ugandese, senza interferire con i colloqui di pace, specifica Kulayigye. POST 9.31 FONTE REUTERS 3 ottobre 2006, martedi TROVATO VUOTO IL CAMPO DI RACCOLTA DI OWINY KI-BUL VERIFICA. I ribelli, in base agli accordi sottoscritti a Juba il 26 agosto scorso, avrebbero dovuto raggrupparsi nei due campi di Ri-Kwangba e di Owiny Ki-Bul. Invece, la missione che doveva verificare le reciproche accuse di violazione degli accordi, ha riscontrato solo un piccolo accampamento a quattro chilometri dal campo. MISSIONE. La missione di verifica dovrebbe proseguire la sua visita anche nella zona di Palutaka e Parajok, a 15 chilometri da Owiny-ki-Bul, e presentare alla fine della settimana una relazione completa ai delegati riuniti a Juba per i colloqui di pace. POST 20.54 FONTE IRIN |
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