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diario/ sri lanka 26 ottobre 2006, giovedi PRESIDENTE DI TURNO DELL’UE: CESSINO LE VIOLENZE PRIMA DEI COLLOQUI PRESIDENTE. In vista dei colloqui di pace che si terranno a Ginevra il prossimo fine settimana, e che vedranno impegnati per due giorni i delegati delle Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte) e il governo di Colombo, interviene il presidente di turno dell’Unione Europea, il Premier finlandese Matti Vanhanen: “Lo stallo è dovuto, alle violazioni dei diritti umani compiuti da entrambe le fazioni e alla situazione critica dei civili coinvolti.” SOLUZIONE. "La soluzione non può essere affidata alle armi" ha spiegato ancora Vanhanen, che auspica "il coinvolgimento nel negoziato di tutte le legittime aspirazioni e di tutte le istanze provenienti da entrambe le comunità." SECONDO. Si tratta del secondo intervento dell’Unione Europea, dettato dall’inquietitudine per i continui scontri che si registrano a nord della Perla dell’Oceano indiano. POST 20.24 FONTE REUTERS 25 ottobre 2006, mercoledi CLIMA DI SFIDUCIA INTORNO AI COLLOQUI MILLE. Scontri, che da luglio in poi hanno compromesso definitivamente il cessate-il-fuoco firmato nel 2002. Oltre mille morti, tra civili e militari, si sono registrati tra attacchi dei ribelli e battaglie sul mare. Ma l’infuriare della guerra ha fatto anche aumentare la pressione della comunità internazionale sulle due parti, per la ripresa dei negoziati. RISULTATO. Al punto che viene considerato un fatto storico, anche il semplice incontro tra le due parti. “Il clima è molto incerto - ha spiegato Jehan Perera, direttore esecutivo del Consiglio Nazionale di Pace - la pressione degli elettori sulla delegazione governativa può risultare determinante al tavolo svizzero.” ACCORDO. Lunedi scorso il governo e i principali partiti di opposizione hanno firmato un accordo per tentare un approccio comune ai colloqui con le Ltte. Questo accordo viene giudicato come un rafforzamento dell’azione governativa in vista dei colloqui di Ginevra. POST 12.13 FONTE REUTERS 24 ottobre 2006, martedi MSF SI RITIRA IL PERSONALE DALLA PENISOLA DI JAFFNA MSF. A comunicarlo è il dottor Guillermo Bertoletti, direttore delle operazioni di Msf a Parigi. Bertoletti, in un'intervista pubblicata sul sito dell'associazione, dichiara che il ritiro dell'équipe medica, che ha un presidio in Sri Lanka dal 1986, è dovuto principalmente al deterioramento delle condizioni di sicurezza nel nord del Paese, da un mese teatro di violenti scontri tra il governo e i ribelli dell'Ltte (Tigri per la liberazione della patria tamil). ACCUSE. Bartoletti ha respinto le accuse mosse contro Msf dai media cingalesi, di sostenere attivamente la guerriglia Tamil e di essere una 'minaccia per la sicurezza nazionale'. 'Nonostante non siamo stati accusati ufficialmente di nulla', ha aggiunto il medico, 'le violente critiche riportate dai giornali e l'assenza di un sostegno chiaro da parte del governo fanno correre dei rischi inutilmente elevati al nostro personale'. POST 17.23 FONTE PEACEREPORTER.NET 24 ottobre 2006, martedi VIOLENZE E CRISI UMANITARIA, IN ATTESA DEI COLLOQUI DI GINEVRA GOVERNO. E’ prevista per domani la partenza degli 8 membri della delegazione governativa per Ginevra, dove il prossimo fine settimana si svolgeranno i colloqui di pace tra le due parti nel tentativo di trovare una soluzione per la crisi scoppiata nel luglio scorso. La delegazioni di Colombo è guidata dal ministro della Sanità Nimal Siripala de Silva.RIBELLI. Invece, i quattro rappresentanti delle Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte), guidati dal leader politico Suppiah Thamilselvan, sono partiti oggi da Kilinochchi. A bordo di un elicottero offerto dal governo hanno raggiunto l’aeroporto internazionale, accompagnati dall’ambasciatore della Norvegia. ONG. Nel frattempo, gli scontri continuano a imperversare, colpendo soprattutto la popolazione civile, vittima di bombardamenti e della sempre più grave crisi alimentare, denunciata ieri dal Consorzio delle Ong di Jaffna. Le Organizzazioni non governative riunite sotto questo ombrello lamentano la chiusura da oltre 10 settimane dell’unica strada per mezzi pesanti che collega Jaffna al resto del Paese, impedendo il regolare afflusso di provviste alimentari e mediche. POST 16.13 FONTE ASIANEWS 16 ottobre 2006, lunedi ATTACCO SUICIDA: SALITE A 102 LE VITTIME PEGGIORE. Si tratta del più grave attentato avvenuto in vent’anni di guerriglia tra l’esercito governativo e i ribelli delle ‘Tigri per la liberazione della patria tamil’ (Ltte). DINAMICA. Un camion carico di esplosivo lanciato contro una colonna di 15 autobus, di fronte a una caserma di transito dei soldati impegnati nel distretto nordorientale di Trincomalee. RIVENDICAZIONI. Le Tigri, accusati dell’attacco, non hanno rivendicato l’azione, ma il portavoce militare delle Ltte, Irasiah Ilanthirayan, citato dal sito vicino ai ribelli ‘tamilnet’, ha escluso la tecnica suicida e commentato: “Quando l’aviazione cingalese continua a bombardare obiettivi nel territorio tamil, lontano dalle linee difensive dove le truppe di terra sono impegnate in assalti frontali, come ci si può aspettare che le Tigri non mirino agli obiettivi militari?”. RISPOSTA. Si tratterebbe dunque di una risposta. Secondo Ilanthirayan, gli aerei cingalesi avrebbero provocato “morti civili” bombardando Vanni e Puthukudiyiruppu nel distretto nord-orientale di Mullaitivu, dove venerdì scorso avevano già sganciato 48 bombe sul villaggio di Muttayankattu. BARBARICO. “Questo atto barbarico contro marinai disarmati dimostra che alle Tigri non importa l’opinione della comunità internazionale. Noi ci siamo impegnati a negoziare, ma le Tigri no” è stato invece il commento di un portavoce governativo. Si teme che il grave attentato possa far deragliare i tentativi dei mediatori internazionale di riavviare i colloqui di pace. MISSIONE. Thorniffur Omarsson, portavoce della Missione di monitoraggio (Slmm) della tregua siglata nel febbraio 2002 e violata più volte, ha invitato a entrambe le parti a sedersi comunque al tavolo dei negoziati fissati per il 28 e 29 ottobre a Ginevra. POST 20.11 FONTE MISNA 16 ottobre 2006, lunedi ATTACCO A UN CONVOGLIO NAVALE DELL’ESERCITO. 92 MORTI ESPLOSIONE. L’attacco, che secondo l’esercito sarebbe opera di un militante delle Ltte alla guida di un veicolo carico di esplosivo, è avvenuto stamattina nel villaggio di Digampathana, distretto nord dell’isola, dove erano radunati gli uomini della Marina prima della loro partenza verso il distretto di Trincomalee. Alle 92 vittime pervenute agli ospedali, si aggiungono circa 60 feriti. Ma il bilancio si aggrava di ora in ora. GIAPPONE. I ribelli per il momento non hanno rivendicato l’attacco, che avviene proprio nel momento in cui è in corso la visita dell’inviato speciale giapponese Yasushi Akashi, incaricato di salvare il processo di pace fra l'Ltte. SCONTRI. Nel fine settimana, gli scontri tra esercito e ribelli hanno provocato almeno 9 vittime, facendo salire a più di 2 mila i morti dall'inizio dell'anno. POST 16.08 FONTE REUTERS 13 ottobre 2006, venerdi CONTINUANO A INFURIARE I COMBATTIMENTI. APERTO UN NUOVO FRONTE A EST ATTACCHI. A scatenare la battaglia sono stati una serie di attacchi condotti durante la notte tra giovedì e venerdì nella zona di Amparai. RECIPROCHE. Anche stavolta, esercito e ribelli delle Tigri per la Liberazione della patria Tamil (Ltte) si accusano a vicenda di aver dato il via alle ostilità anche in questa parte dell’isola finora risparmiata dalle violenze. CIVILI. Fonti locali fanno sapere che gli abitanti del villaggio di Kanchikudicharum, nel territorio di Amparai, sono in fuga dalla zona e stanno cercando riparo in altri centri abitati circostanti. POST 11.15 FONTE MISNA 12 ottobre 2006, giovedi ULTIMO AGGIORNAMENTO DEGLI SCONTRI DI IERI. I MORTI DELL’ESERCITO SAREBBERO 129, 200 I TAMIL 129. Secondo il Governo nei combattimenti sono morti almeno 55 militari e 200 ribelli Tamil. A questi si sono aggiunti i 74 corpi pervenuti alla Croce Rossa Internazionale dalle Tigri per la Liberazione della patria Tamil. ARITMETICA. L’aritmetica traccia un bilancio disastroso per la grande offensiva nella penisola di Jaffna scatenata dai governativi con le truppe di terra appoggiate da caccia e motovedette in mare. 300. Nella battaglia durata oltre 6 ore, nei territori controllati dai Tamil nel pressi di Jaffna, sono rimasti feriti oltre 300 soldati dell’esercito. RESPONSABILITA’. Per tutta la giornata le due parti si sono rimpallate la responsabilità dell’inizio degli scontri. MEDIATORE. Tutto questo mentre dalla Norvegia l’inviato speciale dei mediatori, Jon Hanssen-Bauer, ha dichiarato che visiterà l'isola la settimana prossima. Si tratta della seconda visita ufficiale in un mese. POST 18.23 FONTE BBC 12 ottobre 2006, giovedi SI CONTANO I MORTI DOPO GLI SCONTRI DI IERI MATTINA RIBELLI. Le Tigri hanno riferito che le perdite da loro registrate si aggirano intorno alle 10 unità, mentre avrebbero raccolto i corpi di 75 soldati singalesi nei loro territori. Le Tigri considerano quella di ieri un’offensiva militare a tutti gli effetti. ESERCITO. Dall’esercito arriva secca la smentita: essi negano di aver attraversato i territori controllati dalle Tigri Tamil. Tuttavia i video che effettuano il monitoraggio della zona sono stati bloccati per alcune ore. “Gli scontri sono avvenuti nella terra di nessuno tra le nostre avanguardie di difesa e le loro” ha specificato il portavoce dell’esercito Prasad Samarasinghe, smentendo il computo dei soldati morti (75 corpi) effettuato dai ribelli. “Al massimo ne saranno una trentina, tra quelli annoverati tra gli scomparsi.” Il portavoce ha inoltre minimizzato sulla portata degli scontri, spiegando che non è stata una battaglia senza quartiere. RIMPALLO. Entrambe le parti si sono scambiati reciprocamentre l’accusa di aver provocato gli scontri. E il timore degli analisti, e dell’intera comunità internazionale, è che questo episodio, il più grave da quando è stato firmato il cessate il fuoco del 2002, possa far deragliare i colloqui di pace programmati per il 28 ottobre in Europa. POST 10.01 FONTE REUTERS 11 ottobre 2006, mercoledi 22 SOLDATI DELL’ESERCITO MORTI E OLTRE 100 FERITI. QUESTO, IL BILANCIO DOPO CINQUE ORE DI BATTAGLIA CONTA. Oltre cento soldati sono rimasti feriti negli scontri e, a detta dell’esercito, un cospicuo numero di ribelli avrebbe perso la vita negli scontri durati oltre cinque ore. Esercito e ribelli si sono rimpallati la responsabilità dell’inizio degli attacchi. POSIZIONI. Le Tigri Tamil, alla luce dei combattimenti di oggi, hanno fatto sapere che ri-valuteranno la loro posizione. Tuttavia, non si ritireranno dai colloqui di pace fissati per il 28 ottobre prossimo in Europa, sotto l’egida dei mediatori norvegesi. POST 16.42 FONTE BBC 11 ottobre 2006, mercoledi OFFENSIVA DELL’ESERCITO CONTRO LE LTTE COLLOQUI. I combattimenti di stamattina seguono di un giorno l’accordo tra le due parti per tenere i colloqui di pace il 28 ottobre, in Svizzera (secondo la volontà del governo), o in Norvegia (come chiedono invece i ribelli). ESERCITO. Il portavoce dell’esercito singalese Brig Prasad Samarasinghe ha riferito all’Associated Press (As) che nella notte (tra martedi e mercoledi) i ribelli hanno bombardato continuamente la linea di difesa dell’esercito a Jaffna. L’esercito ha quindi risposto alla provocazione. RIBELLI. Dall’altra parte, contattato telefonicamente dall’As, il portavoce dei ribelli Irasiah Ilanthirayan ha difeso le Tigri dicendo che "l'esercito ha iniziato un’operazione su larga scala, a nord. E da lì stanno avanzando lungo la linea di difesa." RISCHIO. E’ questa una battaglia che potrebbe rimettere in discussione l’accordo raggiuntoi faticosamente nelle ultime settimane dal mediatore norvegese. POST 9.10 FONTE BBC 10 ottobre 2006, martedi ACCORDO: SI SVOLGERANNO IL 28 E 29 OTTOBRE IN SVIZZERA I NEGOZIATI DI PACE ANNUNCIO. Lo hanno annunciato oggi i ribelli, ponendo come condizione base la fine dell'"aggressione militare" da parte dell'esercito regolare. Negli ultimi giorni vi sono stati ancora scontri. GINEVRA. Le parti si erano accordate la settimana scorsa sulla data del 28 ottobre, ma continuavano ad avere visioni differenti quanto al luogo dell'incontro. POST 20.15 FONTE PEACEREPORTER.NET 10 ottobre 2006, martedi AL BANDO AUTOMOBILINE GIOCATTOLO PER TIMORE BOMBE MOTIVO. "Se finiscono nelle mani sbagliate, questi piccoli aerei e automobili possono essere diretti contro qualsiasi obiettivo e fatti esplodere", ha spiegato un funzionario governativo. "Da due a tre chili di esplosivo possono essere nascosti in questi giocattoli. I Tamil sono disperati e possono utilizzare qualsiasi mezzo per compiere le loro stragi". TEMPORANEA. Mentre sono state bandite le nuove importazioni, rimanenze di tali giocattoli sono però ancora in vendita negli scaffali dei supermercati a Colombo e nelle altre città del Paese. La autorità hanno affermato che il blocco delle nuove importazioni è una misura temporanea. POST 11.30 FONTE REUTERS 9 ottobre 2006, lunedi RAJAPAKSE: I MILITARI DELL'ESERCITO RISPONDERANNO COLPO SU COLPO ALLE PROVOCAZIONI DELLE TIGRI BATTAGLIA. L'avvertimento di Rajapakse viene dopo gli scontri tra soldati cingalesi e ribelli delle ‘Tigri per la liberazione della patria Tamil’ (Ltte) degli ultimi tre giorni. Secondo un comunicato dell’esercito, i ribelli domenica avrebbero attaccato le linee difensive militari di Muhamalai lungo l’enclave governativa, uccidendo quattro soldati e ferendone altrettanti. I ribelli, dal loro canto, sostengono di aver risposto a un’offensiva contro insediamenti civili lanciata sabato notte dalle forze speciali cingalesi. LETTERA. Intanto, il capo dell’ala politica dei ribelli S.P. Thamilselvan ha scritto una lettera al mediatore norvegese, ventilando l’ipotesi che le tigri potrebbero uscire anticipatamente dai colloqui di pace, programmati a Ginevra il 28 e 29 ottobre prossimi, se i militari continuano nelle loro offensive contro i Tamil. RISCHIO. Galvanizzati da una serie di successi militari, alcuni ufficiali singalesi si sono detti sicuri di poter infliggere altrettante perdite ai Tamil incidenti sui ribelli. Per questo alcuni analisti ritengono che sia più che fondato il timore che i colloqui possano essere prematuri. POST 21.35 FONTE REUTERS 5 ottobre 2006, giovedi ATTACCHI AEREI DELL’ESERCITO CONTRO LE TIGRI TAMIL. LA PACE SI ALLONTANA BOMBE. I bombardamenti, molti nella giornata di ieri e qualcuno è stato udito anche stamattina, avvengono su una zona controllata dai ribelli, tra cui Pooneryn, ad appena 30 chilometri da Kilinochchi, la città nella quale si trova Jon Hanssen-Bauer, il mediatore norvegese che sta cercando di tessere la tela sdrucita dei negoziati. L’esercito ha giustificato l’azione dicendo che il raid risponde a un pesante attacco di artiglieria delle Tigri. NEGOZIATI. Anche se la data della ripresa dei colloqui è stata fissata per la fine di ottobre, la guerra che si protrae da oltre 20 anni, e che ha causato circa 65 mila vittime, non sembra finire mai. POST 10.03 FONTE ASIANEWS 4 ottobre 2006, mercoledi IL GOVERNO ACCETTA DI TENERE I COLLOQUI DI PACE CON I RIBELLI SITO. Sul sito internet ufficiale del governo www.news.lk è apparsa la dichiarazione di assenso: “Il governo ha accettato i colloqui senza condizioni mentre mantiene alta la guardia se le Ltte dovessero lanciare nuovi attacchi. GINEVRA. I ribelli che avevano proposto le date in cui dovevano tenersi i colloqui, avevano proposto Oslo come sede ideale. POST 18.25 FONTE REUTERS 3 ottobre 2006, martedi A FINE OTTOBRE, IN DANIMARCA, I COLLOQUI TRA GOVERNO E RIBELLI. MA LA GUERRA CONTINUA COLLOQUI. Mentre da Colombo arrivano reazioni positive alle intenzioni dei ribelli, da Oslo si predispone il campo. Se infatti il presidente Mahinda Rajapakse è d’accordo sulle date e la sede prefissata per i colloqui, questi, ripartiranno dopo mesi di stallo e, soprattutto, dopo le ultime settimane nelle quali sono morte centinaia di persone. DATE. Le date, proposte dai delegati del Ltte all’inviato di pace norvegese, sarebbero quelle dal 28 al 30 ottobre. Dal governo, invece è arrivato l’impegno per le date del 30 ottobre e del 10 novembre, decise sulla base degli impegni parlamentari. SCONTRI. Ma intanto, la guerra che dal 1983 ha provocato oltre 65 mila morti, continua incessantemente. Bombardamenti dell’aviazione singalese sono stati localizzati oggi a nord dello Sri Lanka, presso Pooneryn, dove staziono alcune postazioni Tamil. POST 18.35 FONTE REUTERS |
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