[diariodiguerra.net ::: guerre di serie b(log) ::: diario dallo sri lanka]

diario/ sri lanka
26 ottobre 2006, giovedi

PRESIDENTE DI TURNO DELL’UE: CESSINO LE VIOLENZE PRIMA DEI COLLOQUI
BRUXELLES. Mentre l’esplosione di un ordigno nascosto fatto deflagrare accidentalmente da un bambino ha provocato il ferimento di sette persone (tra cui quattro bambini), l’Unione Europea invita le parti a fermare le ostilità.

PRESIDENTE. In vista dei colloqui di pace che si terranno a Ginevra il prossimo fine settimana, e che vedranno impegnati per due giorni i delegati delle Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte) e il governo di Colombo, interviene il presidente di turno dell’Unione Europea, il Premier finlandese Matti Vanhanen: “Lo stallo è dovuto, alle violazioni dei diritti umani compiuti da entrambe le fazioni e alla situazione critica dei civili coinvolti.”

SOLUZIONE. "La soluzione non può essere affidata alle armi" ha spiegato ancora Vanhanen, che auspica "il coinvolgimento nel negoziato di tutte le legittime aspirazioni e di tutte le istanze provenienti da entrambe le comunità."

SECONDO. Si tratta del secondo intervento dell’Unione Europea, dettato dall’inquietitudine per i continui scontri che si registrano a nord della Perla dell’Oceano indiano.
POST 20.24 FONTE REUTERS

25 ottobre 2006, mercoledi

CLIMA DI SFIDUCIA INTORNO AI COLLOQUI

COLOMBO. La speranza, per una conclusione positiva dei colloqui di pace che si svolgeranno nel prossimo fine settimana a Ginevra, è ridotta al lumicino, soprattutto dopo gli scontri che si sono succeduti negli ultimi mesi tra l’esercito cingalese e le Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte).

MILLE. Scontri, che da luglio in poi hanno compromesso definitivamente il cessate-il-fuoco firmato nel 2002. Oltre mille morti, tra civili e militari, si sono registrati tra attacchi dei ribelli e battaglie sul mare. Ma l’infuriare della guerra ha fatto anche aumentare la pressione della comunità internazionale sulle due parti, per la ripresa dei negoziati.

RISULTATO. Al punto che viene considerato un fatto storico, anche il semplice incontro tra le due parti. “Il clima è molto incerto - ha spiegato Jehan Perera, direttore esecutivo del Consiglio Nazionale di Pace - la pressione degli elettori sulla delegazione governativa può risultare determinante al tavolo svizzero.”

ACCORDO. Lunedi scorso il governo e i principali partiti di opposizione hanno firmato un accordo per tentare un approccio comune ai colloqui con le Ltte. Questo accordo viene giudicato come un rafforzamento dell’azione governativa in vista dei colloqui di Ginevra.
POST 12.13 FONTE REUTERS
24 ottobre 2006, martedi

MSF SI RITIRA IL PERSONALE DALLA PENISOLA DI JAFFNA

COLOMBO. L'organizzazione non governativa Medici Senza Frontiere si è ritirata dalla penisola di Jaffna e ha sospeso tutte le attività mediche in Sri Lanka.

MSF. A comunicarlo è il dottor Guillermo Bertoletti, direttore delle operazioni di Msf a Parigi. Bertoletti, in un'intervista pubblicata sul sito dell'associazione, dichiara che il ritiro dell'équipe medica, che ha un presidio in Sri Lanka dal 1986, è dovuto principalmente al deterioramento delle condizioni di sicurezza nel nord del Paese, da un mese teatro di violenti scontri tra il governo e i ribelli dell'Ltte (Tigri per la liberazione della patria tamil).

ACCUSE. Bartoletti ha respinto le accuse mosse contro Msf dai media cingalesi, di sostenere attivamente la guerriglia Tamil e di essere una 'minaccia per la sicurezza nazionale'. 'Nonostante non siamo stati accusati ufficialmente di nulla', ha aggiunto il medico, 'le violente critiche riportate dai giornali e l'assenza di un sostegno chiaro da parte del governo fanno correre dei rischi inutilmente elevati al nostro personale'.
POST 17.23 FONTE PEACEREPORTER.NET
24 ottobre 2006, martedi

VIOLENZE E CRISI UMANITARIA, IN ATTESA DEI COLLOQUI DI GINEVRA

COLOMBO. Non cessano le violenze nel nord dello Sri Lanka, mentre i negoziatori di pace si apprestano a raggiungere Ginevra per gli attesi colloqui del 28 e 29 ottobre. Intanto si fa più acuta la crisi umanitaria nella penisola di Jaffna, dove la chiusura dell’unica via di comunicazione per mezzi pesanti impedisce l’arrivo di rifornimenti alimentari.

GOVERNO. E’ prevista per domani la partenza degli 8 membri della delegazione governativa per Ginevra, dove il prossimo fine settimana si svolgeranno i colloqui di pace tra le due parti nel tentativo di trovare una soluzione per la crisi scoppiata nel luglio scorso. La delegazioni di Colombo è guidata dal ministro della Sanità Nimal Siripala de Silva.RIBELLI. Invece, i quattro rappresentanti delle Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte), guidati dal leader politico Suppiah Thamilselvan, sono partiti oggi da Kilinochchi. A bordo di un elicottero offerto dal governo hanno raggiunto l’aeroporto internazionale, accompagnati dall’ambasciatore della Norvegia.

ONG. Nel frattempo, gli scontri continuano a imperversare, colpendo soprattutto la popolazione civile, vittima di bombardamenti e della sempre più grave crisi alimentare, denunciata ieri dal Consorzio delle Ong di Jaffna. Le Organizzazioni non governative riunite sotto questo ombrello lamentano la chiusura da oltre 10 settimane dell’unica strada per mezzi pesanti che collega Jaffna al resto del Paese, impedendo il regolare afflusso di provviste alimentari e mediche.
POST 16.13 FONTE ASIANEWS
16 ottobre 2006, lunedi

ATTACCO SUICIDA: SALITE A 102 LE VITTIME
COLOMBO. Sarebbero 102 i morti e 150 i feriti provocati dall’attacco suidcida avvenuto stamattina nel villaggio di Digampathana, distretto nord dell’isola, dove erano radunati gli uomini della Marina prima della loro partenza verso il distretto di Trincomalee.

PEGGIORE. Si tratta del più grave attentato avvenuto in vent’anni di guerriglia tra l’esercito governativo e i ribelli delle ‘Tigri per la liberazione della patria tamil’ (Ltte).

DINAMICA. Un camion carico di esplosivo lanciato contro una colonna di 15 autobus, di fronte a una caserma di transito dei soldati impegnati nel distretto nordorientale di Trincomalee.

RIVENDICAZIONI. Le Tigri, accusati dell’attacco, non hanno rivendicato l’azione, ma il portavoce militare delle Ltte, Irasiah Ilanthirayan, citato dal sito vicino ai ribelli ‘tamilnet’, ha escluso la tecnica suicida e commentato: “Quando l’aviazione cingalese continua a bombardare obiettivi nel territorio tamil, lontano dalle linee difensive dove le truppe di terra sono impegnate in assalti frontali, come ci si può aspettare che le Tigri non mirino agli obiettivi militari?”.

RISPOSTA. Si tratterebbe dunque di una risposta. Secondo Ilanthirayan, gli aerei cingalesi avrebbero provocato “morti civili” bombardando Vanni e Puthukudiyiruppu nel distretto nord-orientale di Mullaitivu, dove venerdì scorso avevano già sganciato 48 bombe sul villaggio di Muttayankattu.

BARBARICO. “Questo atto barbarico contro marinai disarmati dimostra che alle Tigri non importa l’opinione della comunità internazionale. Noi ci siamo impegnati a negoziare, ma le Tigri no” è stato invece il commento di un portavoce governativo. Si teme che il grave attentato possa far deragliare i tentativi dei mediatori internazionale di riavviare i colloqui di pace.

MISSIONE. Thorniffur Omarsson, portavoce della Missione di monitoraggio (Slmm) della tregua siglata nel febbraio 2002 e violata più volte, ha invitato a entrambe le parti a sedersi comunque al tavolo dei negoziati fissati per il 28 e 29 ottobre a Ginevra.
POST 20.11 FONTE MISNA
16 ottobre 2006, lunedi

ATTACCO A UN CONVOGLIO NAVALE DELL’ESERCITO. 92 MORTI
COLOMBO. Un veicolo si è schiantato contro un convoglio navale dell’esercito singalese. 92 le vittime accertate, tra civili e militari. I sospetti, per ora, ricadono sui ribelli delle Tigri per la Liberazione della patria Tamil (Ltte).

ESPLOSIONE. L’attacco, che secondo l’esercito sarebbe opera di un militante delle Ltte alla guida di un veicolo carico di esplosivo, è avvenuto stamattina nel villaggio di Digampathana, distretto nord dell’isola, dove erano radunati gli uomini della Marina prima della loro partenza verso il distretto di Trincomalee. Alle 92 vittime pervenute agli ospedali, si aggiungono circa 60 feriti. Ma il bilancio si aggrava di ora in ora.

GIAPPONE. I ribelli per il momento non hanno rivendicato l’attacco, che avviene proprio nel momento in cui è in corso la visita dell’inviato speciale giapponese Yasushi Akashi, incaricato di salvare il processo di pace fra l'Ltte.

SCONTRI. Nel fine settimana, gli scontri tra esercito e ribelli hanno provocato almeno 9 vittime, facendo salire a più di 2 mila i morti dall'inizio dell'anno.
POST 16.08 FONTE REUTERS
13 ottobre 2006, venerdi

CONTINUANO A INFURIARE I COMBATTIMENTI. APERTO UN NUOVO FRONTE A EST
COLOMBO. Proseguono i combattimenti in corso da settimane tra i ribelli Tamil e l’esercito dello Sri Lanka. Da entrambe le parti, oggi è arrivata la conferma che un nuovo fronte di lotta si è aperto a est dell’isola.

ATTACCHI. A scatenare la battaglia sono stati una serie di attacchi condotti durante la notte tra giovedì e venerdì nella zona di Amparai.

RECIPROCHE. Anche stavolta, esercito e ribelli delle Tigri per la Liberazione della patria Tamil (Ltte) si accusano a vicenda di aver dato il via alle ostilità anche in questa parte dell’isola finora risparmiata dalle violenze.

CIVILI. Fonti locali fanno sapere che gli abitanti del villaggio di Kanchikudicharum, nel territorio di Amparai, sono in fuga dalla zona e stanno cercando riparo in altri centri abitati circostanti.
POST 11.15 FONTE MISNA
12 ottobre 2006, giovedi

ULTIMO AGGIORNAMENTO DEGLI SCONTRI DI IERI. I MORTI DELL’ESERCITO SAREBBERO 129, 200 I TAMIL
COLOMBO. L’offensiva scatenata ieri dalle forze governative contri i ribelli Tamil nel nord dello Sri Lanka, ha fatto centinaia di morti tra soldati e ribelli.
129. Secondo il Governo nei combattimenti sono morti almeno 55 militari e 200 ribelli Tamil. A questi si sono aggiunti i 74 corpi pervenuti alla Croce Rossa Internazionale dalle Tigri per la Liberazione della patria Tamil.

ARITMETICA. L’aritmetica traccia un bilancio disastroso per la grande offensiva nella penisola di Jaffna scatenata dai governativi con le truppe di terra appoggiate da caccia e motovedette in mare.
300. Nella battaglia durata oltre 6 ore, nei territori controllati dai Tamil nel pressi di Jaffna, sono rimasti feriti oltre 300 soldati dell’esercito.

RESPONSABILITA’. Per tutta la giornata le due parti si sono rimpallate la responsabilità dell’inizio degli scontri.

MEDIATORE. Tutto questo mentre dalla Norvegia l’inviato speciale dei mediatori, Jon Hanssen-Bauer, ha dichiarato che visiterà l'isola la settimana prossima. Si tratta della seconda visita ufficiale in un mese.
POST 18.23 FONTE BBC
12 ottobre 2006, giovedi

SI CONTANO I MORTI DOPO GLI SCONTRI DI IERI MATTINA
COLOMBO. 43 soldati morti, 224 feriti e una trentina sono i dispersi. Questo è il bilancio aggiornato degli scontri a fuoco scoppiati ieri mattina all’estremo nord della penisola di Jaffna. La battaglia è infuriata per diverse ore e i civili, tenuti in ostaggio dai combattimenti, isolati dal resto dell’isola dalle linee dei ribelli, hanno sentito diversi bombardamenti colpire le aree controllate dalle Tigri per la Liberazione della patria Tamil (Ltte).

RIBELLI. Le Tigri hanno riferito che le perdite da loro registrate si aggirano intorno alle 10 unità, mentre avrebbero raccolto i corpi di 75 soldati singalesi nei loro territori. Le Tigri considerano quella di ieri un’offensiva militare a tutti gli effetti.

ESERCITO. Dall’esercito arriva secca la smentita: essi negano di aver attraversato i territori controllati dalle Tigri Tamil. Tuttavia i video che effettuano il monitoraggio della zona sono stati bloccati per alcune ore. “Gli scontri sono avvenuti nella terra di nessuno tra le nostre avanguardie di difesa e le loro” ha specificato il portavoce dell’esercito Prasad Samarasinghe, smentendo il computo dei soldati morti (75 corpi) effettuato dai ribelli. “Al massimo ne saranno una trentina, tra quelli annoverati tra gli scomparsi.” Il portavoce ha inoltre minimizzato sulla portata degli scontri, spiegando che non è stata una battaglia senza quartiere.

RIMPALLO. Entrambe le parti si sono scambiati reciprocamentre l’accusa di aver provocato gli scontri. E il timore degli analisti, e dell’intera comunità internazionale, è che questo episodio, il più grave da quando è stato firmato il cessate il fuoco del 2002, possa far deragliare i colloqui di pace programmati per il 28 ottobre in Europa.
POST 10.01 FONTE REUTERS
11 ottobre 2006, mercoledi

22 SOLDATI DELL’ESERCITO MORTI E OLTRE 100 FERITI. QUESTO, IL BILANCIO DOPO CINQUE ORE DI BATTAGLIA
COLOMBO. Sono almeno 22 i soldati uccisi nei feroci combattimenti scoppiati stamattina tra i ribelli delle Tigri per la Liberazione della patria Tamil (Ltte) e l’esercito singalese a pochi chilometri dalla città di Jaffna. Lo riferisce la Reuters citando fonti dell’esercito.

CONTA. Oltre cento soldati sono rimasti feriti negli scontri e, a detta dell’esercito, un cospicuo numero di ribelli avrebbe perso la vita negli scontri durati oltre cinque ore. Esercito e ribelli si sono rimpallati la responsabilità dell’inizio degli attacchi.

POSIZIONI. Le Tigri Tamil, alla luce dei combattimenti di oggi, hanno fatto sapere che ri-valuteranno la loro posizione. Tuttavia, non si ritireranno dai colloqui di pace fissati per il 28 ottobre prossimo in Europa, sotto l’egida dei mediatori norvegesi.
POST 16.42 FONTE BBC
11 ottobre 2006, mercoledi

OFFENSIVA DELL’ESERCITO CONTRO LE LTTE
COLOMBO. Due soldati sono stati feriti stamattina durante l'offensiva "su larga scala" lanciata dall’esercito contro I ribelli delle Tigri per la Liberazione della partria Tamil (Ltte) nella penisola di Jaffna.

COLLOQUI. I combattimenti di stamattina seguono di un giorno l’accordo tra le due parti per tenere i colloqui di pace il 28 ottobre, in Svizzera (secondo la volontà del governo), o in Norvegia (come chiedono invece i ribelli).

ESERCITO. Il portavoce dell’esercito singalese Brig Prasad Samarasinghe ha riferito all’Associated Press (As) che nella notte (tra martedi e mercoledi) i ribelli hanno bombardato continuamente la linea di difesa dell’esercito a Jaffna. L’esercito ha quindi risposto alla provocazione.

RIBELLI. Dall’altra parte, contattato telefonicamente dall’As, il portavoce dei ribelli Irasiah Ilanthirayan ha difeso le Tigri dicendo che "l'esercito ha iniziato un’operazione su larga scala, a nord. E da lì stanno avanzando lungo la linea di difesa."

RISCHIO. E’ questa una battaglia che potrebbe rimettere in discussione l’accordo raggiuntoi faticosamente nelle ultime settimane dal mediatore norvegese.
POST 9.10 FONTE BBC
10 ottobre 2006, martedi

ACCORDO: SI SVOLGERANNO IL 28 E 29 OTTOBRE IN SVIZZERA I NEGOZIATI DI PACE

COLOMBO. Il governo dello Sri Lanka e le Tigri per la Liberazione della patria Tamil hanno trovato un accordo sulla ripresa dei negoziati di pace, che dovrebbe avvenire il 28 e 29 ottobre in Svizzera.

ANNUNCIO. Lo hanno annunciato oggi i ribelli, ponendo come condizione base la fine dell'"aggressione militare" da parte dell'esercito regolare. Negli ultimi giorni vi sono stati ancora scontri.

GINEVRA. Le parti si erano accordate la settimana scorsa sulla data del 28 ottobre, ma continuavano ad avere visioni differenti quanto al luogo dell'incontro.
POST 20.15 FONTE PEACEREPORTER.NET
10 ottobre 2006, martedi

AL BANDO AUTOMOBILINE GIOCATTOLO PER TIMORE BOMBE
COLOMBO. Non potranno più essere importate in Sri Lanka le automobili-giocattolo con comandi a distanza. Stessa sorte per i modellini di barchette e di aerei. La decisione è stata presa dal governo di Colombo per timore che i ribelli indipendentisti delle Tigri Tamil possano utilizzare proprio questi giochi come strumenti di morte e veicoli per trasportare bombe.

MOTIVO. "Se finiscono nelle mani sbagliate, questi piccoli aerei e automobili possono essere diretti contro qualsiasi obiettivo e fatti esplodere", ha spiegato un funzionario governativo. "Da due a tre chili di esplosivo possono essere nascosti in questi giocattoli. I Tamil sono disperati e possono utilizzare qualsiasi mezzo per compiere le loro stragi".

TEMPORANEA. Mentre sono state bandite le nuove importazioni, rimanenze di tali giocattoli sono però ancora in vendita negli scaffali dei supermercati a Colombo e nelle altre città del Paese. La autorità hanno affermato che il blocco delle nuove importazioni è una misura temporanea.
POST 11.30 FONTE REUTERS
9 ottobre 2006, lunedi

RAJAPAKSE: I MILITARI DELL'ESERCITO RISPONDERANNO COLPO SU COLPO ALLE PROVOCAZIONI DELLE TIGRI
COLOMBO. I militari dell’esercito contnueranno a combattere le Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte) se questi contnueranno con le loro azioni provocatorie. A dirlo è stato il presidente singalese Mahinda Rajapakse prima di incontrare gli ambasciatori dei principali donatori: Usa, Unione Europea, Giappone e Norvegia.

BATTAGLIA. L'avvertimento di Rajapakse viene dopo gli scontri tra soldati cingalesi e ribelli delle ‘Tigri per la liberazione della patria Tamil’ (Ltte) degli ultimi tre giorni. Secondo un comunicato dell’esercito, i ribelli domenica avrebbero attaccato le linee difensive militari di Muhamalai lungo l’enclave governativa, uccidendo quattro soldati e ferendone altrettanti. I ribelli, dal loro canto, sostengono di aver risposto a un’offensiva contro insediamenti civili lanciata sabato notte dalle forze speciali cingalesi.

LETTERA. Intanto, il capo dell’ala politica dei ribelli S.P. Thamilselvan ha scritto una lettera al mediatore norvegese, ventilando l’ipotesi che le tigri potrebbero uscire anticipatamente dai colloqui di pace, programmati a Ginevra il 28 e 29 ottobre prossimi, se i militari continuano nelle loro offensive contro i Tamil.

RISCHIO. Galvanizzati da una serie di successi militari, alcuni ufficiali singalesi si sono detti sicuri di poter infliggere altrettante perdite ai Tamil incidenti sui ribelli. Per questo alcuni analisti ritengono che sia più che fondato il timore che i colloqui possano essere prematuri.
POST 21.35 FONTE REUTERS
5 ottobre 2006, giovedi

ATTACCHI AEREI DELL’ESERCITO CONTRO LE TIGRI TAMIL. LA PACE SI ALLONTANA

COLOMBO. Proseguono incessantemente gli attacchi aerei delle forze governative contro le postazioni delle Tigri Tamil. E nonostante Governo e ribelli proclamino di voler riprendere i negoziati, gli scontri sanguinosi proseguono.

BOMBE. I bombardamenti, molti nella giornata di ieri e qualcuno è stato udito anche stamattina, avvengono su una zona controllata dai ribelli, tra cui Pooneryn, ad appena 30 chilometri da Kilinochchi, la città nella quale si trova Jon Hanssen-Bauer, il mediatore norvegese che sta cercando di tessere la tela sdrucita dei negoziati. L’esercito ha giustificato l’azione dicendo che il raid risponde a un pesante attacco di artiglieria delle Tigri.

NEGOZIATI. Anche se la data della ripresa dei colloqui è stata fissata per la fine di ottobre, la guerra che si protrae da oltre 20 anni, e che ha causato circa 65 mila vittime, non sembra finire mai.
POST 10.03 FONTE ASIANEWS
4 ottobre 2006, mercoledi

IL GOVERNO ACCETTA DI TENERE I COLLOQUI DI PACE CON I RIBELLI

COLOMBO. Il governo dello Sri Lanka ha acconsentito a tenere i colloqui di pace dal 28 al 30 ottobre a Ginevra.

SITO. Sul sito internet ufficiale del governo www.news.lk è apparsa la dichiarazione di assenso: “Il governo ha accettato i colloqui senza condizioni mentre mantiene alta la guardia se le Ltte dovessero lanciare nuovi attacchi.

GINEVRA. I ribelli che avevano proposto le date in cui dovevano tenersi i colloqui, avevano proposto Oslo come sede ideale.
POST 18.25 FONTE REUTERS
3 ottobre 2006, martedi

A FINE OTTOBRE, IN DANIMARCA, I COLLOQUI TRA GOVERNO E RIBELLI. MA LA GUERRA CONTINUA

COLOMBO. Le Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte) hanno dichiarato al mediatore di pace norvegese Jon Hanssen Bauer che sono pronti per incontrare la delegazione governativa nei colloqui di pace che dovrebbero tenersi a Oslo intorno alla fine di ottobre.

COLLOQUI. Mentre da Colombo arrivano reazioni positive alle intenzioni dei ribelli, da Oslo si predispone il campo. Se infatti il presidente Mahinda Rajapakse è d’accordo sulle date e la sede prefissata per i colloqui, questi, ripartiranno dopo mesi di stallo e, soprattutto, dopo le ultime settimane nelle quali sono morte centinaia di persone.

DATE. Le date, proposte dai delegati del Ltte all’inviato di pace norvegese, sarebbero quelle dal 28 al 30 ottobre. Dal governo, invece è arrivato l’impegno per le date del 30 ottobre e del 10 novembre, decise sulla base degli impegni parlamentari.

SCONTRI. Ma intanto, la guerra che dal 1983 ha provocato oltre 65 mila morti, continua incessantemente. Bombardamenti dell’aviazione singalese sono stati localizzati oggi a nord dello Sri Lanka, presso Pooneryn, dove staziono alcune postazioni Tamil.
POST 18.35 FONTE REUTERS
archivio
[ottobre 2006]
[settembre 2006]

note
[geo/ sri lanka]
[libri/ sri lanka]
[link/ sri lanka]

diari
[home]
[diario dalla cecenia]
[diario dalla colombia]
[diario dal kashmir]
[diario dal nepal]
[diario dallo sri lanka]
[diario dal sudan]
[diario dall'uganda]

partecipa
[forum.ddg.net]
[info@ddg.net]

storia
di ALESSIO RUTA
aggiornato al 08.08.06
COSA
I singalesi, di religione buddista, da sempre al governo del paese, non hanno mai riconosciuto la minoranza indù dei Tamil, insediatasi a nord dell’isola sotto il dominio britannico. Dal 1983 gli indù hanno imbracciato le armi per ottenere l'indipendenza. Il più agguerrito dei movimenti è quello delle Liberation Tiger Tamil Eelam, Tigri per la Liberazione della Patria Tamil (Ltte). In più di venti anni di guerra sono più di 65mila i morti.
[il vessillo delle tigri tamil]
CHI
Da una parte ci sono gli induisti Tamil, immigrati come lavoratori stagionali nelle piantagioni di caffè dal nord dallo Stato Tamil Nadu (India meridionale), quando l’isola si chiamava ancora Ceylon e il dominio britannico voleva trasformare la perla dell'Oceano indiano in un’enorme riserva di caffè [appunti].
[piantagioni di caffè]
Rimasti da allora nel nord dell'isola, i Tamil sono da sempre invisi ai Singalesi del Sud di religione buddista. Questi, dal 4 febbraio 1948, giorno dell'indipendenza, sono al governo del paese ininterrottamente. Negli anni '70 e '80, quando l'emarginazione dei Tamil si è trasformata in discriminazione, gli indù hanno preso il volto della lotta armata del Movimento secessionista delle Tigri per la Liberazione Tamil Eelan (Ltte) [appunti].
[una manifestazione tamil]
Il movimento Ltte, da sempre sotto la guida del feroce Vilupillai Prabharakan, rivendica l’indipendenza per la piccola patria Eelam, quella fascia di territorio prevalentemente occupata da induisti Tamil, che si estende dalla penisola di Jaffna alla costa nord orientale della Perla dell'Oceano Indiano. Oggi questo movimento è stato messo al bando in Sri Lanka, India, Usa e Gran Bretagna.
[vilupillai prebharakan]
Dal 2000 sta svolgendo un delicato ruolo di mediazione la Norvegia. Questa mediazione ha partorito il cessate il fuoco firmato dalle due parti il 22 febbraio 2002. Da quella data, il governo dello Sri Lanka e i vertici del Movimento Ltte hanno autorizzato il dispiegamento della Sri Lanka Monitoring Mission (Slmm), la Missione di Monitoraggio in Sri Lanka, che ha il compito di controllare il rispetto della tregua concordata.
[mediatori del slmm impegnati nel negoziato]
Guidata dal generale norvegese Ulf Henricsson, la Slmm conta alcune decine di osservatori di Paesi del Nordeuropa quali, Norvegia, Danimarca, Svezia e Finlandia. Il 28 luglio 2006 in seguito all'escalation della violenza, Danimarca e Finlandia hanno deciso di ritirare i propri rappresentanti dalla missione cingalese.

PERCHE'
Le cause che hanno determinato il conflitto cingalese risalgono agli anni dell’indipendenza, avvenuta il 4 febbraio 1948, dopo 152 anni di sudditanza al Regno Unito. Da allora, continui scontri motivati dall’intenzione dei Singalesi di escludere totalmente i Tamil dalla vita pubblica del Paese hanno sconvolto la Perla dell’Oceano Indiano.

Prediletti dai dominatori inglesi, che permisero loro di stabilirsi a nord dell'isola, i Tamil erano infatti considerati dai Singalesi troppo influenti nella vita pubblica del paese. Così, dopo un decennio dall’indipendenza, nel 1956, l’allora Primo Ministro Solomon West Ridgeway Dias Bandaranaike con la "Sinhalese only bill", la legge "esclusivamente Sinhalese", promosse il Singalese come unica lingua ufficiale e avviò una serie di nazionalizzazioni, in particolare nel settore dei trasporti.
[solomon west ridgeway dias bandaranaike]
Assassinato nel 1959 da un monaco buddista, proprio quando stava aprendo alle istanze degli Indù del nord-est, Bandaranaike fu sostituito dalla moglie Sirimavo Ratwatte Dias Bandaranaike che portò avanti la politica del marito. Sotto il suo governo, il 22 maggio 1972 viene promugata una nuova Costituzione e il Ceylon diventa Repubblica di Sri Lanka e il buddismo unica religione di stato.
[sirimavo bandaranaike kumaratunga]
Ulteriori stravolgimenti politici caratterizzano la fine degli anni '70 e l'inizio degli ottanta nella neonata repubblica srilankese. Stravolgimenti che però non cambiarono sostanzialmente la situazione dei Tamil, ormai esclusi dalla società e continuamente vessati dai soprusi e dalle violenze delle autorità governative. Iniziò allora la lenta deriva verso la lotta armata della minoranza indù. E nei primi anni ’80, il desiderio di indipendenza sfociò nella guerra aperta senza quartiere. I secessionisti Indù reclamavano un terzo del settentrione e la costa orientale, la loro piccola patria, che chiamarono Eelam Tamil.
[prebharakan passa in rassegna la sua milizia]
QUANDO
La guerra inizia ufficialmente nel luglio 1983, quando una pattuglia di 13 soldati dell’esercito governativo cade in un’imboscata dei secessionisti. E’ la classica miccia che fa divampare il fuoco della guerra. In due giorni il popolo singalese si scatena contro i Tamil, uccidendone diverse migliaia e saccheggiando le loro proprietà. Molti Tamil si trasferirono a nord e altrettanti singalesi abbandonarono la penisola di Jaffna.
[un attentato delle tigri]
In un primo momento i guerriglieri Tamil si organizzarono in diversi gruppi armati, preoccupati più della supremazia nel condurre la guerra, piuttosto che di affermarsi contro l’esercito cingalese. Ma dal 1987 è il gruppo delle Liberation Tiger Tamil Eelam, le Tigri per la Liberazione del Tamil Eelan (Ltte) [appunti], a prendere il controllo della penisola di Jaffna e a condurre la guerra indipendentista contro il governo centrale.
[una postazione delle ltte]
Guerra non convenzionale nel nord dell'isola, combattuta in buona parte dal mare, e guerra tipicamente asiatica nella parte orientale, dove alle imboscate facevano da contorno il posizionamento delle mine nelle strade e le rappresaglie contro i civili. Mentre al sud, in particolare nella capitale Colombo, in questi anni si sono susseguiti gli attentati kamikaze contro la popolazione civile. A queste tecniche, comuni a buona parte dei conflitti in corso, i Tamil aggiungono la pratica oscena dell’arruolamento di bambini-soldato.
[un'imbarcazione battente bandiera tamil]
In più di venti anni la guerra nello Sri Lanka è oscillata fra soluzioni politiche e offensive militari. Intorno alla metà degli anni ’80 nel conflitto si è inserito anche il governo indiano, che con l’operazione di peacekeeping del contingente Ipkf [appunti] è riuscito nell’impresa di saldare esercito e guerriglieri, coalizzati per cacciare l’ingombrante vicino.
[soldati indiani dell'ipkf]
Il conflitto, nel frattempo ha provocato oltre 70mila morti. Tra questi, nel maggio del 1993, anche il Presidente Ranasinghe Pramadasa. Dalle successive presidenziali del 1994 è uscita vincitrice Chandrika Bandaranaike Kumaratunga, figlia del primo presidente, quel Solomon Bandaranaike autore della "Sinhalese only bill".
[chandrika bandaranaike kumaratunga

OGGI
Dal novembre del 2000 la Norvegia si è fatta promotrice di una medazione internazionale al fine di arrivare ad un cessate-il-fuoco duraturo. Cessate-il-fuoco che è arrivato il 24 dicembre 2001, e ratificato il 22 febbraio 2002 dal Primo ministro Ranil Wickremesinghe (eletto nelle elezioni parlamentari del dicembre 2001) e dalla sua controparte Tamil.
[ranil wickremesinghe]
Questo aprì la strada ai round negoziali che si sono aperti nel maggio del 2002 in Thailandia, proseguiti nel novembre dello stesso anno in Norvegia. Ma in quel periodo qualcosa ha cominciato ad incrinarsi. Nell’aprile 2003, infatti, dopo sette incontri negoziali, la tregua è saltata a causa del diverso atteggiamento nei confronti dei Tamil tra il Primo ministro Wickremesinghe e la presidente Kumaratunga.
[kumaratunga e wickremesinghe]
Dopo che Wickremesinghe ha concesso ai Tamil il controllo della regione nord-est e la gestione di tassazione, giustizia, sicurezza, amministrazione locale ed utilizzo di quattro miliardi e mezzo di dollari concessi dagli Stati esteri alla conferenza di Tokyo del giugno 2003, l’equilibrio sul quale si erano fondate le speranze dei Cingalesi si è spezzato e lo stesso mediatore norvegese ha abbandonato il tavolo.
[mediatori del slmm visitano un campo delle ltte]
Il 4 novembre 2003 la Kamaratunga proclama lo stato di emergenza, approfittando dell’assenza del primo ministro recatosi a Washington. E, licenziati i ministri Tamil dal governo, fissa la data per le nuove elezioni parlamentari, il 24 aprile 2004. Elezioni che vedono la vittoria, seppur non schiacciante, del partito della Presidente contrario alla cessione dell’autonimia ai Tamil. A prendere il posto dello sconfitto Wickremesinghe, Primo ministro diventa Mahinda Rajapakse.
[mahinda rajapakse]
Ma negli ultimi mesi il conflitto si è inasprito ulteriormente. L'artiglieria e l'aviazione del governo continuano a bombardare le postazioni dei guerriglieri Tamil nel nord-est del Paese e ovunque si succedono sistematicamente violenze, rappresaglie e raid militari. In nove mesi i morti sono saliti a 1.500 e la tregua firmata nel 2002 rimane in vigore solo formalmente.
[guerriglieri ltte]
Lo Sri Lanka è stato anche il paese più colpito dallo Tsunami, il violento maremoto che ha colpito le coste del sud est asiatico la notte del 26 dicembre 2004. La "Perla dell’Oceano Indiano" è stata letteralmente travolta dall'onda e ogni attività è stata interrotta. Persino la guerra. Sono rimasti sotto limplacabile onda (solo nell'isola) 28.400 morti, 4.800 dispersi e 12.500 feriti. [appunti]
[lo tsunami del dicembre 2004]
APPUNTI
[i tamil]
[le tigri]
[il ruolo dell'india]
[tsunami]
[diariodiguerra.net ::: guerre di serie b(log) © 2006 by alessio ruta]