[diariodiguerra.net ::: guerre di serie b(log) ::: diario dalla cecenia]

diario/ cecenia
26 ottobre 2006, giovedi

CASO POLITKOVSKAYA: LA PROCURA CERCA TRA GLI EX POLIZIOTTI REDUCI DALLA CECENIA

MOSCA. C'e' una pista per l'omicidio di Anna Politkovskaya, la giornalista assassinata il 7 ottobre a Mosca: gli inquirenti stanno cercando tre ex ufficiali di polizia reduci della guerra in Cecenia. A rivelarlo e' stato questa mattina il quotidiano 'Kommersant'.

LAPIN. Si tratta di Sergei Lapin, detto "il cadetto", un ex veterano della Cecenia ed ex ufficiale degli Omon, i corpi speciali della polizia russa. Dai primi riscontri delle indagini l´indagato numero uno avrebbe più volte minacciato di morte la giornalista della Novaja Gezeta.

NIZHNEVARTOVSK. La settimana scorsa investigatori del Ministero dell'Interno e funzionari della Procura di Mosca si sono recati nella cittadina siberiana di Nizhnevartovsk, dove oltre a Lapin avrebbero interrogato la figlia, sospettata di essere la ragazza ripresa dalle telecamere a circuito chiuso di un negozio, che ha fatto da “palo” durante l’assassinio della giornalista.

LATITANTI. Sempre a Nizhnevartovsk, gli inquirenti non hanno potuto interrogare Alexander Prilepin e Valery Minin, due veterani ex colleghi del presunto assasino, latitanti dal 2002, che “potrebbero essere implicati” nell’omicidio.

ARTICOLO. L’articolo per cui la Politkovskaja era stata più volte minacciata da Lapin era stato scritto nel settembre 2001 sulle pagine di Novaja Gezeta. Qui, Anna Politkovskaya aveva raccontato la storia di uno studente universitario ceceno di 26 anni, Zelimkhan Murdalov. La giornalista riferì che Murdalov fu arrestato dalla squadra dei corpi speciali della polizia russa guidata da Lapin il 2 gennaio 2001 a Grozny, in seguito fu torturato e ucciso in cella. La mattina seguente Lapin, Prilpin e Minin portarono fuori città il cadavere del ragazzo, che non è mai stato ritrovato.

PROCESSO. Nel gennaio 2002, dopo l’articolo di Novaja Gezeta, Lapin fu arrestato con l’accusa di rapimento, tortura e omicidio, mentre i suoi due complici sono scappati. Dopo un breve periodo passato in prigione, Lapin fu rilasciato perché “non costituiva una minaccia all’ordine pubblico”.
POST 16.29 FONTE REUTERS
13 ottobre 2006, venerdi

CORTE STRASBURGO CONDANNA LA RUSSIA A RISARCIRE UNA FAMIGLIA MASSACRATA
MOSCA. La Corte europea per i diritti umani ha emesso ieri una sentenza destinata a creare un precedente importante. Ha condannato infatti la Federazione russa a pagare 200.000 euro di risarcimento ai parenti di una famiglia massacrata nel febbraio del 2000 alla periferia di Grozny.

RISARCIMENTO. Fra i sette morti della famiglia Estamirov c'erano anche un bambino di appena un anno e una ragazza di 19. Il tribunale di Strasburgo ha dato tre mesi di tempo a Mosca per pagare il risarcimento, in base all'articolo 2 della Convenzione europea per i diritti umani. Ha anche condannato la Russia in base al'articolo 13 della convenzione, che garantisce il diritto alla rappresentanza legale, sottolineando che le autorità non hanno ottemperato all'obbligo di aprire un'inchiesta sulla strage, come chiesto dai parenti delle vittime.

INCINTA. I ceceni, membri della stessa famiglia e fra i quali si trovava una donna incinta di nove mesi, sono stati uccisi con colpi d'arma da fuoco, secondo quanto precisa la sentenza resa nota dalla Corte di Strasburgo. Tali decessi "potrebbero essere attribuiti allo Stato russo", afferma la sentenza, che ordina a Mosca di dividere il risarcimento tra sette familiari delle vittime.

VITA. I giudici della Corte hanno all'unanimità stabilito che Mosca ha violato il "diritto alla vita", oltre a criticare il fatto che le autorità non sono state in grado di portare avanti un'adeguata indagine sugli omicidi.
POST 13.32 FONTE SWISSINFO.IT
12 ottobre 2006, giovedi

SU NOVAYA GAZETA L'ULTIMO REPORTAGE DI ANNA POLITKOVSKAYA

GROZNY. "Navaya Gazeta" ha pubblicato l'ultimo reportage di Anna Politkovskaya, la giornalista investigativa assassinata sabato scorso a Mosca.
diariodiguerra.net, come molti altri quotidiani e siti, lo riporta integralmente:
.

REPORTAGE. Il servizio, che comprende alcune foto di persone torturate in Cecenia, era stato anticipato dalla stessa giornalista in un'intervista rilasciata due giorni prima di morire a Radio Libertà ed è un patchwork di testimonianze, sequestri e torture compiuti dai membri dei servizi di sicurezza agli ordini del premier ceceno, Ramzan Kadirov.

COMBATTIMENTO. Le autorita' di Grozny avevano presentato le persone ritratte nelle quattro immagini come ribelli morti in combattimento, ma la giornalista ha potuto accertare che si trattava in realta' di civili morti per le torture.
POST 11.59 FONTE AGI
CARO DIARIO
TI CHIAMANO TERRORISTA
di ANNA POLITKOVSKAYA
10 ottobre 2006, giovedi

CORDOGLIO DURANTE I FUNERALI DELLA POLITKOVSKAIA. MANIFESTAZIONI IN MOLTE CITTA’
MOSCA. Un lungo corteo silenzioso, sotto la pioggia fredda e fitta, ha assistito ai funerali della giornalista russa Anna Politkovskaia, nota per le sue inchieste sulle torture in dell’esercito russo in Cecenia.

FUNERALI. Attorno alla sua bara circondata di fiori, nel cimitero Troiekurovskoie alla periferia ovest di Mosca, si sono raccolte centinaia di persone. Tra queste il mondo dell'informazione moscovita, ma c’erano anche numerosi corrispondenti stranieri ed esponenti politici di opposizione.

MANIFESTAZIONI. La giornalista è stata ricordata anche a San Pietroburgo, a Iekaterinburg negli Urali e in altre città. In alcune, come Kurgan, la polizia ha però vietato comizi commemorativi e distribuzioni di volantini.

CANCELLIERE. La vicenda della coraggiosa giornalista sarà uno degli argomenti dei colloqui che Putin terrà oggi a Dresda con il Cancelliere tedesco Angela Merkel, secondo quanto ha annunciato il portavoce governativo tedesco, Ulrich Wilhelm.

IPOTESI. Oggi sui giornali sono apparse le prime. Komsomolskaia Pravda sostiene che la giornalista è stata assassinata dopo un lungo pedinamento al quale hanno partecipato tre uomini e due donne, quattro dei quali filmati dalle videocamere di sorveglianza di un supermercato dove la vittima aveva fatto la spesa prima di tornare a casa. Novaia Izvestia sostiene che le ipotesi al vaglio degli investigatori sono principalmente tre: la vendetta di agenti di polizia incriminati dopo le inchieste della giornalista; un complotto politico di avversari del presidente Vladimir Putin o del premier ceceno Ramsan Kadirov, per metterli in difficoltà di fronte all'opinione pubblica; gli ultranazionalisti russi, che avevano la Politkovskaia nella loro “lista nera”.
POST 15.38 FONTE ASIANEWS
9 ottobre 2006, lunedi

PUTIN: ''INDAGINE OBIETTIVA SULLA MORTE DELLA GIORNALISTA''
MOSCA. Il presidente russo rompe un silenzio che è risuonato sui media di tutto il mondo, e a quarantotto ore dall’uccisione di Anna Politkovskaya, risponde agli appelli lanciati ieri da Stati Uniti e Europa rivolti a Mosca, per svolgere un'inchiesta approfondita sulla morte della giornalista.

TELEFONO. Il presidente russo ha annunciato che verrà fatto tutto il possibile per risolvere il caso della morte della giornalista 'scomoda', assassinata sabato pomeriggio a Mosca con quattro colpi di pistola. In un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, durante il quale si è parlato anche del test nucleare nordcoreano, Putin ha assicurato che ''le autorità russe faranno tutti gli sforzi necessari per un'inchiesta obiettiva sulla tragica morte della giornalista Anna Politkovskaya'', ha riferito l'ufficio stampa del Cremlino.

MERKEL. Intanto, domani il presidente russo incontrerà a Dresda la cancelliera tedesca Angela Merkel che si farà portavoce dello sdegno e della preoccupazione dell'Europa. ''Verrà affrontato ogni argomento che suscita preoccupazione'', ha sottolineato il portavoce del governo tedesco, Ulrich Wilhelm.
POST 21.18 FONTE ADNKRONOS
9 ottobre 2006, lunedi

QUATTRO COLPI IN ASCENSORE. COSI’ E’ STATA UCCISA LA REPORTER ANNA ANNA POLITKOVSKAIA

MOSCA. Ormai tutti lo considerano un omicidio politico quello che nella serata di sabato ha ucciso Anna Politkovskaia, la giornalista russa da sempre in prima linea contro le atrocità del governo russo, in particolare nel conflitto ceceno.

OMICIDIO. Si è consumato tutto nello spazio di pochi minuti nell’ascensore del palazzo popolare dove viveva la giornalista. Quattro colpi di pistola, risuonati nella tormba dell’ascensore, hanno richiamato l’attenzione degli inquilini che hanno dato l’allrme. L’arma è sta ritrovata vicino al corpo senza vita di Anna.

ANNA. Aveva quarantotto anni, due figli e lavorava come corrispondente per il quotidiano indipendente Novaia Gazeta. Aveva una buona collezione di minacce, più o meno velate, dalle autorità russe e dai vari potentati. Per il suo coraggio e la sua protervia nel denunciare i gravi crimini di guerra commessi dal governo russo nella Repubblica caucasica cecena.

REGALO. L’uccisione della giornalista sembra proprio il regalo di compleanno al presidente russo Vladimir Putin, che domenica compiva 54 anni. Un compleanno festeggiato in piazza da migliaia di cittadini ceceni radunati dalle autorità filo-russe. Proprio oggi, lunedi 9 ottobre, sarebbe dovuto uscire un reportage della giornalista sui metodi di tortura usati dai militari russi in Cecenia.
POST 10.14 FONTE L’UNITA’
6 ottobre 2006, venerdi

RIAPERTO DOPO 12 ANNI L'AEROPORTO DI GROZNY

GROZNY. Dopo 12 anni di chiusura, oggi è stato inaugurato l'aeroporto di Grozny con un volo speciale in arrivo da Mosca.

VOLI. I primi voli di linea, con i Tupolev-154 della nuova compagnia di bandiera cecena VainakhAvia, inizieranno tra una settimana e collegheranno Grozny con Beslan (in Ossezia del Nord) e con Makhachkala (in Daghestan). Tra sei mesi, quando saranno terminati i lavori di ampliamento della pista, dovrebbero iniziare anche voli internazionali.

COMPLEANNO. La cerimonia d'inaugurazione è stata celebrata dal premier filo-russo ceceno Ramzan Kadyrov, che ieri ha compiuto 30 anni e che ora potrà diventare presidente della martoriata repubblica cecena.

GUERRA. Ma nonostante alcuni segnali positivi, la guerra continua. Bombardamenti e scontri armati sono segnalati nel sud, agguati e sparatorie nel nord e ovunque rapimenti e violenze contro i civili. A compierli sono le forze militari russe e le 'squadre della morte' delle milizie cecene, molto vicine al premier Kadyrov.
POST 14.34 FONTE PEACEREPORTER.NET
5 ottobre 2006, giovedi

L’INVIATO DELL’ONU NOVAK HA RINVIATO LA MISSIONE DI OTTOBRE IN CECENIA

GINEVRA. L'inviato delle Nazioni Unite Manfred Nowak ha annunciato ieri di aver rinviato il proprio viaggio in Cecenia, previsto per il periodo tra il 9 e il 20 ottobre prossimi.

MOTIVI. Tra le motivazioni del rinvio l'impossibilità di visitare senza preavviso le carceri e di intervistare i detenuti senza la presenza delle guardie.

NOVAK. L’osservatore Onu Austriaco ha dichiarato che, 'Alcuni delle condizioni richieste alla Federazione Russa per la mia visita non sono state concesse, di conseguenza ho deciso di rinviarla fino a quando non si raggiungerà un accordo con Mosca', ha specificato Nowak, aggiungendo anche che spera di trovare presto una soluzione per portare a termine la sua 'importante missione di osservatore'.

GUANTANAMO. Nel novembre del 2005, Novak insieme ad altri 4 osservatori Onu, hanno rifiutato l’invito del governo Usa di visitare la base di Guantanamo, proprio perché veniva impedito loro di comunicare con i detenuti.

CINA. Il mese successivo (dicembre 2005), Novak ha presentato un rapporto dopo la sua visita di due settimane in Cina e Tibet. Il rapporto si scagliava contro le autorità cinesi, accusate di contnui abusi sui prigionieri e di metodi di tortura in tutto il Paese.
POST 9.36 FONTE REUTERS
archivio
[ottobre 2006]
[settembre 2006]

note
[geo/ cecenia]
[libri/ cecenia]
[link/ cecenia]

diari
[home]
[diario dalla cecenia]
[diario dalla colombia]
[diario dal kashmir]
[diario dal nepal]
[diario dallo sri lanka]
[diario dal sudan]
[diario dall'uganda]

partecipa
[forum.ddg.net]
[info@ddg.net]

storia
di ALESSIO RUTA
aggiornato al 30.09.06
COSA
Il puzzle della "longa manus" moscovita sull'intera area caucasica è mancato per anni di una tessera: la piccola repubblica caucasica di Cecenia. Ma dopo la fine dell'Urss due guerre consecutive hanno piegato la resistenza del tenace popolo ceceno, che dal 1991 al 1999 ha visto morire sui campi di battaglia oltre 200 mila civili. Oggi un governo fantoccio copre con un'apparente normalità il fuoco che cova sotto la cenere.

CHI
E’ un conflitto impari quello che si consuma nella repubblica caucasica fra il gigante russo e la resistenza cecena. Una guerra la cui origine si perde lontano negli anni, giacchè la piccola repubblica cecena è nelle mire del potente vicino: da Pietro il Grande a Putin, dagli Zar a Elstin, tutti quelli che si sono seduti sul ponte di comando russo hanno voluto impossessarsi di quell’area strategica tra il Mar Nero e il Mar Caspio.
[vladimir putin]
Ma i ceceni, guidati sempre da valorosi quanto spietati guerriglieri, molti dei quali cresciuti nelle accademie militari russe, hanno sempre opposto una fiera e dura resistenza. Oggi è l’integralismo islamico, mitigato dalle solide tradizioni indipendentiste cecene, a fare da collante fra le diverse anime e i diversi clan ceceni [appunti].
[shamil basaev]
Dopo l’11 settembre 2001, l'integralismo islamico è stato coniugato tutto in Al Quaida, come sinonimo di terrorismo internazionale. Anche perché a capo della guerriglia, fino al luglio del 2006, era rimasto il solo Comandante Basaev. Questi, in nome di uno stato islamico caucasico, ha disseminato la strada che avrebbe dovuto portare all’indipendenza cecena di attentati e sequestri dimostrativi.

QUANDO
Il rapporto conflittuale tra Mosca e Grozny risale fin al 1500 e si è dipanato fino ai giorni nostri con un susseguirsi di spedizioni militari e conflitti violenti, mirati ad annettere a Mosca la piccola repubblica caucasica, da sempre avvezza all’autogoverno. [eltsin davanti alla casa bianca di mosca]
Ma è dal tramonto dell’impero sovietico (1991), che le pressioni di Mosca si sono fatte asfissianti. Soprattutto da quel 1° novembre 1991, quando il Comandante Dudaev, approfittando della confusa situazione creatasi dopo il tentativo di golpe a Mosca, dichiarò unilateralmente l'indipendenza della neonata Repubblica di Ichkeria [appunti].
[dzhokar dudaev]
Eltsin tentò dapprima di sedare lo spirito indipendentista con il deterrente economico, ma constatandone l'inefficacia lasciò ogni indugio e ordinò l'offensiva militare. L'11 dicembre 1994 partirono i primi carri armati in direzione di Grozny [appunti]. Dai vertici militari assicuravano una guerra rapida, ma il conflitto terminò solo nell'agosto del 1996 con un tragico bilancio di oltre 100 mila civili uccisi e perdite consistenti da una parte e dall'altra.
[maskhadov e elstin firmano la pace]
Il primo conflitto terminò con la pace firmata a Khasaviurt da Lebed e Maskhadov. Una pace che non convinceva nessuno e che era dettata da motivi prettamente elettorali. Ma in quell'estate del 1996 era ormai partita l'onda lunga degli attentati orditi dallo spietato Shamil Basaev, rimasto a contendersi la scena con Maskhadov, dopo l’uccisione del Generale Dudaev.
[basaev e maskhadov]
Con la stagione degli attentati e dei sequestri dimostrativi, parte la guerra di nervi con Mosca, culminata con la seconda guerra russo-cecena. Elstin, dopo aver ordinato il primo attacco, si fece succedere dallo sconosciuto ex agente del Kgb Vladimir Putin, il quale decide subito di rispondere ai numerosi attentati dei guerriglieri che sconvolgevano in quegli anni l’intera Federazione russa.
[eltsin e putin]
In ballo ci sono le elezioni del marzo del 2000 e Putin, premier ad interim nominato da Eltsin, non può permettersi di fallire il primo obiettivo del mandato assegnatogli dal presidente: sconfiggere la guerriglia cecena. E' il 23 settembre 1999 quando inizia il bombardamento a tappeto della Cecenia [appunti]. Pochi mesi dopo le truppe russe faranno il loro ingresso in una Grozny spettrale e distrutta. I carri armati lascieranno presto agli uomini dell'Fsb le mansioni di "polizia".
[carri armati entrano a grozny]
A completare il quadro di apparente normalità, rimane la nomina di Akhmad Kadyrov a capo dell’amministrazione cecena. Kadyrov fu successivamente confermato nelle elezioni del 5 ottobre 2003, che seguirono il contestatissimo referendum del 23 marzo 2003 per l’adozione di una nuova costituzione. Con il referendum si chiusero definitivamente le porte sui sogni indipendentisti della piccola repubblica, ormai definitivamente in mano Russa.
[akhmad kadyrov]
Il resto l’ha fatto Basaev con i suoi attentati e i suoi sequestri. Emblematici e terribili furono quelli del Teatro Dubrovka nell’ottobre 2002 e della scuola di Beslan due anni dopo [appunti]. Attentati a cui i media hanno dedicato spazi inverosimili, mai concessi prima di allora alla questione cecena. Così facendo hanno prestato il fianco alla "prodezza" di Basaev, che ha potuto disporre dei telegiornali di tutto il mondo per offuscare la secolare oppressione russa sulla cecenia confondendola con l'integralismo islamico.
[l'attentato al teatro dubrovka]
Ma questi attentati hanno permesso a Putin di giocare la sua ultima e decisiva carta con la comunità internazionale. Dopo Dubrovka e Beslan, infatti, Putin ha potuto dimostrare la teoria con la quale ha venduto al mondo la questione cecena per tutti questi anni: guerra per l'indipendenza equivale a terrorismo di matrice islamico-fondamentalista.
[george bush e vladimir putin]
In questo modo Putin ha ancorato la guerra di indipendenza cecena a quella planetaria contro il terrorismo internazionale post-11 settembre, ottenendo così l'appoggio occidentale per qualsiasi tipo di strategia anti-guerriglia. Anche la più efferata, che andrà a discapito dell'inerme popolo ceceno alle prese con un paese da ricostruire e sempre più in balìa di governi senza scrupoli.
[l'attentato alla scuola di beslan]
PERCHE'
La Cecenia ha sempre avuto un'importanza strategica particolare per il gigante russo: per la sua posizione geopolitica, a cavallo fra la civiltà cristiana e quella islamica, e per il fatto che una volta ottenuta, l'indipendenza della Repubblica Cecena avrebbe scatenato un processo di destabilizzazione nell'intera area caucasica.

Ma è soprattutto la questione petrolifera, il fattore 'P' [appunti] ad essere decisivo per capire entrambi i conflitti. Nell'ultimo decennio, infatti, sulla tratta Mar Caspio-porto russo di Novorossijsk sul Mar Nero, si sono infatti concentrati molti degli interessi economico-energetici internazionali. A farne le spese sono i piccoli stati satellite di Mosca, oggi lusingati dalle proposte provenienti dalle grandi compagnie petrolifere americane, avide quanto povere di risorse energetiche.

OGGI
E' questa una guerra che resta sottotraccia, e che vive di improvvise e tragiche fiammate. Come quella che ha visto l'uccisione del Presidente Akhmat Kadyrov in un attentato terroristico il 9 maggio 2004, mentre assisteva ad una manifestazione celebrativa della vittoria russa sui nazisti.

Dopo l'attentato, le successive elezioni per il rinnovo del parlamento, svoltesi il 25 novembre 2005, sono state boicottate dall'Osce (l'organizzazione europea per la sicurezza e cooperazione) perchè considerate truccate fin dalla selezione dei candidati. A vincere è stato infatti il partito filorusso Russia Unita (con il 60%) seguìto dai comunisti (12%).
[ramzan kadyrov e alù alkhanov]
Un risultato, come si conviene nella Federazione russa del nuovo corso preconfezionato da mesi, che consegna ulteriori poteri al figlio dell'assassinato presidente Akhmat e capo di una nutrita milizia personale che semina il terrore fra i civili. Kadyrov, oggi vicepremier dietro al presidente Alù Alkhanov, con questo consenso in parlamento, si è posizionato in pole position per le prossime elezioni presidenziali.
[ramzan kadyrov e vladimir putin]
La guerriglia nel frattempo è allo sbando. L’ubriacatura islamica degli ultimi anni si è conclusa con la morte di Basaev. Lo spieatato comandante del Battaglione Abkhazo è stato ucciso in una esplosione assieme ad altri 12 combattenti il 10 luglio 2006. Secondo le autorità russe stava preparando un attentato in vista del G8 del giugno 2006 a Mosca.
[le immagini di basaev ucciso]
Intanto, il 22 settembre la Duma ha approvato un provvedimento di amnistia per i ribelli ceceni che si arrenderanno e consegneranno le armi nei prossimi mesi. E’ un progetto di legge che formalizza il provvedimento temporaneo del luglio scorso, da quando, secondo il Cremlino, circa 200 ribelli hanno consegnato le proprie armi alle autorità locali cecene. Ma nessuno di loro era un combattente vero e proprio: finora si sono arresi solo ex combattenti o fiancheggiatori. Mentre la guerriglia ha ripiegato sulle montagne, in attesa di tempi migliori.

APPUNTI
[l'islam ceceno]
[l'indipendenza]
[la prima guerra]
[l'ultima guerra]
[il fattore 'p']
[i sequestri]
[diariodiguerra.net ::: guerre di serie b(log) © 2006 by alessio ruta]